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martedì 24 marzo 2015

Donne nei motori: Lei, Rachel al Campionato Regionale Enduro 2015

E' una realtà, un dato di fatto le donne sono diventate più competitive al volante ma anche sulle due ruote fate attenzione!
Soprattutto se qualcuno di voi partecipa al Campionato Regionale Enduro 2015 potreste imbattervi con lei, Rachel, l'unica donna iscritta, pronta a darvi battaglia, fango e asfalto per lei non fanno la differenza!
Ci racconta così le prime gare, vissute fino all'ultimo senza mai mollare, anche nel momento delle difficoltà più grosse...forza a chi da valore alle proprie passioni, sempre! 
Jumping, Rachel come fai a saltare così in alto?

Rachel: "I salti vengono piano piano, io non decollo molto a dire il vero. A volte dico ridendo che non sono affatto portata, è solo che mi ci sono messa di tigna e a forza di macinare km, alla fine qualcosina si finisce per combinare ,ehehehehe! Ma i veri talenti sono tutt’altro, io un pochetto compenso con la determinazione. Tutto qua."  

FORZA RACHEL!!!
Rachel in azione!
Abbiamo incontrato Rachel, non sui campi di gara ma con il suo racconto di siamo teletrasportati insieme a lei, ci racconta così: 
“Mi sono iscritta al Campionato Regionale di Enduro 2015 per misurarmi in una nuova sfida. Mi piacciono sempre le nuove avventure e il mettermi alla prova! Il campionato consiste in 7 gare da svolgersi tra febbraio e ottobre 2015. Sono tesserata con il Motoclub Palombara Sabina, chiamato “Fango e Asfalto”(http://www.motoclubpalombarasabina.it) fondato un paio d’anni fa da un gruppo di nostri amici appassionati di moto, e questo Motoclub ricopre entrambe le discipline: appunto, moto da fuoristrada e moto da strada. Siccome sono una motociclista interdisciplinare (stradale, enduro, trial e turismo), mi è capitata bene!
La prima gara si è svolta a Bussi sul Tirino (PE), i partecipanti erano 181 ed ero l’unica donna.
La seconda gara si è tenuta a Graffignano (VI), i partecipanti erano ca. 130 ed ero (di nuovo) l’unica donna.
Purtroppo per queste prime due gare, le condizioni meteorologiche decisamente non sono state a nostro favore: tanta pioggia, fango e freddo. Sul fango la fatica si moltiplica. Per me è stata particolarmente dura perché per quanto io possa essere fisicamente preparata, non avrò mai la forza né la resistenza di un uomo: lo vedo sia nelle nostre uscite del weekend tra amici, che soprattutto in gara. Penso di poter dire, al di là dei luoghi comuni, che l’enduro è decisamente uno sport da uomini… ma è anche vero che fin dall’infanzia mi sono sempre piaciuti i “giochi” dei maschietti!
Gara di Bussi sul Tirino: non sono riuscita a chiudere i giri (mi sono ritirata dopo il primo giro) causa stanchezza e perché ero andata fuori tempo massimo, ma ho vinto diverse battaglie contro i miei limiti personali. E’ stata la mia prima volta completamente da sola, senza l’appoggio fisico e mentale di mio marito (e “allenatore”), o l’aiuto di altri amici enduristi. Diciamo la verità: ho sempre fatto enduro con il privilegio di un sostegno da parte del gruppo, in quanto donna. In gara puoi incrociare persone amiche, ma nessuno ti aiuta. Questo mi ha fatto scoprire in me una nuova dimensione e nuove frontiere: dove non arriva la forza fisica, scatta la forza di volontà: ho superato certi ostacoli che mai avrei immaginato di poter superare, e quando ci ripenso non so come ho fatto. 
Certe volte ero sull’orlo delle lacrime, come quando sono finita in una pozza di fango, ci ho messo 5 minuti a rialzare la moto e poi avevo guanti e manubrio così imbrattati da non riuscire più a controllare la manopola del gas! 
Ho imparato che bisogna SEMPRE tenere in tasca un almeno un 2° paio di guanti di emergenza. Oppure davanti ad una salita ripidissima tutta viscida di fango, dove prima mi sono intraversata con la moto, creando un tappo agli altri piloti, e dove per l’affanno di tornare giù e ricominciare, ho dovuto fare una pausa di un quarto d’ora per riprendere fiato e decidere come affrontare la situazione… mentre mi passavano tutti! 
Ma ho osservato, e ho immagazzinato preziose informazioni. In gara impari a elaborare le circostanze (interne e estere) in maniera più rapida, a cercare soluzioni che ottimizzino le tue risorse: si diventa più consapevoli. So anche che ho molto pregato per avere forza e coraggio. E’ stata la prima volta che ho dovuto cercare la strada da sola, anziché seguire una persona davanti a me, che magari agli incroci aspetta anche, come vuole la “regola dell’endurista”. La paura di perdermi c’era, eccome. Non è facile notare in tempo tutti i segni sugli alberi per imboccare il giusto bivio quando sei in preda all’emozione. Anche il gestire le forze è stato un apprendimento interessante: difficile calibrare bene tra l’esigenza di mantenere un buon passo (a Bussi avevamo una tabella di marcia che richiedeva di chiudere un giro di ca 45km entro 1 ora e mezza, più 24 minuti per la 2° prova speciale, mulattiere e pietraie comprese!) ed una buona gestione della fatica, tenendo d’occhio l’orologio! Risultato tecnico: “ritirata al primo giro”. Risultato personale: grande soddisfazione di aver partecipato, e… resistito un minimo!
Gara di Graffignano: questa gara per me è stato sangue, fango e sudore anche se non passa per essere particolarmente dura (“a condizione che non piova”--- e ha comunque piovuto!) Al primo giro di gara ho fratturato una costola cascandoci sopra ben due volte, quasi di seguito. C’è stato un attimo di dolore trafiggente, credevo di non rialzarmi più ma poi l’adrenalina ha avuto la meglio e nella mia beata incoscienza ho continuato imperterrita. I conti con la lesione li ho fatti dopo, di ritorno al gazebo, dove non riuscivo neanche più a respirare o a spogliarmi! Ero decisa a finire la gara a tutti i costi, e sotto effetto dell’adrenalina sul momento la frattura non si sentiva tanto. 
Le fantozzate però non sono mancate e ci rido su volentieri ripensandoci: sulla prova speciale n.1 mi sono persa e sono andata a vagabondare per oltre 10km prima di ritrovare il tracciato. Questo è stato uno scherzetto dell’emozione, che mi ha fatto perdere un prezioso quarto d’ora. Ma stavo già andando meglio della gara precedente, perché al primo controllo orario sono arrivata con un margine di 15 minuti e quindi tempo per fiatare e affrontare il secondo giro con un nuovo senso di padronanza. 


Peccato che avevo perso l’orologio, e che nei pochi minuti prima della partenza per il secondo giro, mi sono accorta che le ghiere scrosta fango delle forcelle erano slittate in basso: panico! nella fretta di toglierli mi sono scorticata malamente le dita. Ma di nuovo, dopo pochi minuti il dolore non lo sentivo più e focalizzavo solo sulla gara. Ho fatto molti errori, e varie ulteriori cadute sciocche, ma l’ego è elastico, si riprende veloce
Pur avendo chiuso i 3 giri (per un totale di oltre 100km) tecnicamente non ho completato la prova speciale n.6 per un errore mio di valutazione: la pioggia cadeva fitta, si era creata un’ammucchiata in un punto del fettucciato, ed ho deciso di uscire dal tracciato per andare almeno a completare la parte di trasferimento ed arrivare all’ultimo controllo orario. Grave errore decisionale, che mi è costato in termini di punteggio. Tutte cose che si imparano, in gara devi decidere velocemente, in buona conoscenza di causa. Quindi a Graffignano ho vinto la coppa Lady ma senza conseguire punti di classifica campionato. Questo sarà, naturalmente, il mio prossimo obiettivo!"
Rachel premiata con la Coppa Lady :"Spero di avere l’opportunità di misurarmi con altre donne, e mi auguro che la bella stagione porterà un aumento della partecipazione femminile.”
Il prossimo appuntamento "con fango" è il 17 maggio, a Cugnoli (PE).
Forza Rachel!!!
questa volta punti a volontà!
Carissimi Amici vi terremo aggiornati!;)





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